Articolo 205 Codice della Strada - SemaforoVerde

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Titolo VI Codice della Strada - Degli illeciti previsti dal presente codice e delle relative sanzioni > Capo I - Degli illeciti amministrativi e delle relative sanzioni
CODICE DELLA STRADA AGGIORNATO
Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n. 285
D.Lgs. n. 285/1992

TITOLO VI
DEGLI ILLECITI PREVISTI DAL PRESENTE CODICE E DELLE RELATIVE SANZIONI

CAPO I - Degli illeciti amministrativi e delle relative sanzioni

SEZ. I - Degli illeciti amministrativi importanti sanzioni amministrative pecuniarie ed applicazione di queste ultime

Articolo 205
Opposizione innanzi all'autorità giudiziaria


1. Contro l’ordinanza-ingiunzione di pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria gli interessati possono proporre opposizione davanti all’autorità giudiziaria ordinaria. L’opposizione è regolata dall’articolo 6 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150. [1] [2] [3].

NOTE

[1] Legge 24 novembre 1981, n. 689, articolo 22 (Opposizione all’ordinanza-ingiunzione) Salvo quanto previsto dall’articolo 133 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n.104, e da altre disposizioni di legge, contro l’ordinanza-ingiunzione di pagamento e contro l’ordinanza che dispone la sola confisca gli interessati possono proporre opposizione dinanzi all’autorità giudiziaria ordinaria. L’opposizione è regolata dall’articolo 6 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150. Articoli 22-bis e 23 - abrogati
[2] Decreto legislativo 01.09.2011, n. 150, articolo 6 (Dell'opposizione ad ordinanza-ingiunzione)
  1. Le controversie previste dall'articolo 22 della legge 24 novembre 1981, n. 689, sono regolate dal rito del lavoro, ove non diversamente stabilito dalle disposizioni del presente articolo.
  2. L'opposizione si propone davanti al giudice del luogo in cui è stata commessa la violazione.
  3. Salvo quanto previsto dai commi 4 e 5, e salve le competenze stabilite da altre disposizioni di legge, l'opposizione si propone davanti al giudice di pace.
  4. L'opposizione si propone davanti al tribunale quando la sanzione è stata applicata per una violazione concernente disposizioni in materia:
     a) di tutela del lavoro, di igiene sui luoghi di lavoro e di prevenzione degli infortuni sul lavoro;
     b) di previdenza e assistenza obbligatoria;
     c) di tutela dell'ambiente dall'inquinamento, della flora, della fauna e delle aree protette;
     d) di igiene degli alimenti e delle bevande;
     e) valutaria;
      f) di antiriciclaggio.
  5. L'opposizione si propone altresì davanti al tribunale:
     a) se per la violazione è prevista una sanzione pecuniaria superiore nel massimo a 15.493 euro;
     b) quando, essendo la violazione punita con sanzione pecuniaria proporzionale senza previsione di un limite massimo, è stata applicata una sanzione superiore a 15.493 euro;
     c) quando è stata applicata una sanzione di natura diversa da quella pecuniaria, sola o congiunta a quest'ultima, fatta eccezione per le violazioni previste dal regio decreto 21 dicembre 1933, n. 1736, dalla legge 15 dicembre 1990, n. 386 e dal decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.
  6. Il ricorso è proposto, a pena di inammissibilità, entro trenta giorni dalla notificazione del provvedimento, ovvero entro sessanta giorni se il ricorrente risiede all'estero, e può essere depositato anche a mezzo del servizio postale.
  7. L'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato può essere sospesa secondo quanto previsto dall'articolo 5.
  8. Con il decreto di cui all'articolo 415, secondo comma, del codice di procedura civile il giudice ordina all'autorità che ha emesso il provvedimento impugnato di depositare in cancelleria, dieci giorni prima dell'udienza fissata, copia del rapporto con gli atti relativi all'accertamento, nonché alla contestazione o notificazione della violazione. Il ricorso e il decreto sono notificati, a cura della cancelleria, all'opponente e all'autorità che ha emesso l'ordinanza.
  9. Nel giudizio di primo grado l'opponente e l'autorità che ha emesso l'ordinanza possono stare in giudizio personalmente. L'autorità che ha emesso l'ordinanza può avvalersi anche di funzionari appositamente delegati. Nel giudizio di opposizione all'ordinanza-ingiunzione di cui all'articolo 205 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, il prefetto può farsi rappresentare in giudizio dall'amministrazione cui appartiene l'organo accertatore, la quale vi provvede a mezzo di propri funzionari appositamente delegati, laddove sia anche destinataria dei proventi della sanzione, ai sensi dell'articolo 208 del medesimo decreto.
  10. Alla prima udienza, il giudice: a) quando il ricorso è proposto oltre i termini di cui al comma 6, lo dichiara inammissibile con sentenza; b) quando l'opponente o il suo difensore non si presentano senza addurre alcun legittimo impedimento, convalida con ordinanza appellabile il provvedimento opposto e provvede sulle spese, salvo che l'illegittimità del provvedimento risulti dalla documentazione allegata dall'opponente, ovvero l'autorità che ha emesso l'ordinanza abbia omesso il deposito dei documenti di cui al comma 8.
  11. Il giudice accoglie l'opposizione quando non vi sono prove sufficienti della responsabilità dell'opponente.
  12. Con la sentenza che accoglie l'opposizione il giudice può annullare in tutto o in parte l'ordinanza o modificarla anche limitatamente all'entità della sanzione dovuta, che è determinata in una misura in ogni caso non inferiore al minimo edittale. Nel giudizio di opposizione davanti al giudice di pace non si applica l'articolo 113, secondo comma, del codice di procedura civile.
  13. Salvo quanto previsto dall'articolo 10, comma 6-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, gli atti del processo e la decisione sono esenti da ogni tassa e imposta
.
Vedi Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze 12.09.2012 (Disposizioni in materia di ripetibilita' delle spese di notifica e determinazione delle somme oggetto di recupero nei confronti del destinatario dell'atto notificato).
[3] La Legge finanziaria del 2010 ha introdotto l'obbligo del pagamento del contributo unificato e delle spese forfetizzate per i procedimenti di opposizione a sanzioni amministrative che prima erano esenti.
Successivamente, con l'art. 37, comma 6, del Decreto Legge 06/07/2011, n. 98 convertito in Legge 15/07/2011, n. 111, per i ricorsi presentati successivamente alla data del 06/07/2011, per il contributo unificato erano dovuti i seguenti importi:
- 37 euro per i processi di valore fino a 1.100 euro;
- 85 euro per i processi di valore superiore a 1.100 euro e fino a 5.200 euro e per i processi di volontaria giurisdizione, nonché per i processi speciali di cui al libro IV, titolo II, capo VI, del codice di procedura civile;
- 206 euro per i processi di valore superiore a 5.200 euro e fino a 26.000 euro e per i processi contenziosi di valore indeterminabile di competenza esclusiva del giudice di pace;
- 450 euro per i processi di valore superiore a 26.000 euro e fino a 52.000 euro e per i processi civili e amministrativi di valore indeterminabile.
L'art. 53 del Decreto Legge 24/06/2014, n. 90 (pubblicato in G.U. n. 144 del 24/06/2014), il contributo unificato è stato aumentate come di seguito riportato:
- da 37 euro a 43 euro per i processi di valore fino a 1.100 euro;
- da 85 euro a 98 euro per i processi di valore superiore a 1.100 euro e fino a 5.200 euro e per i processi di volontaria giurisdizione, nonché per i processi speciali di cui al libro IV, titolo II, capo VI, del codice di procedura civile;
- da 206 euro a 237 euro per i processi di valore superiore a 5.200 euro e fino a 26.000 euro e per i processi contenziosi di valore indeterminabile di competenza esclusiva del giudice di pace;
- da 450 euro a 518 euro per i processi di valore superiore a 26.000 euro e fino a 52.000 euro e per i processi civili e amministrativi di valore indeterminabile.



Sezione curata da: Salvatore Palumbo e Claudio Molteni.
DISCLAMER: Il testo della presente norma non riveste carattere di ufficialità e non sostituisce in alcun modo quello pubblicato in G.U.  che ne costituisce la pubblicazione ufficiale.
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